Il petrolio accelera, il PPI USA di luglio riduce le probabilità di un rialzo Fed a settembre
Riepilogo di mercato AI
Il petrolio è salito mentre i mercati monitoravano gli sviluppi tesi tra Stati Uniti e Iran, con discussioni su una pressione economica più severa e sul rischio di potenziali interruzioni che hanno sostenuto il greggio e mantenuto i prezzi dell'energia ben impostati. Dati statunitensi più deboli (PPI e vendite al dettaglio) hanno ridotto la percezione delle probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed, facendo scendere il dollaro e i rendimenti dei Treasury e sostenendo l'oro. Le azioni sono scese per prese di profitto nel settore tecnologico, evidenziando una rotazione verso sensibilità macro e geopolitiche.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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● Neutrale
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Negli Stati Uniti, il PPI della domanda finale di luglio è salito dello 0,1% su base mensile, sotto le attese dello 0,2%, riducendo ulteriormente le aspettative di un rialzo dei tassi della Fed a settembre. Il dollar index è sceso dello 0,25% a 99,67, mentre l’euro è avanzato dello 0,32%. Lo yen si è rafforzato dopo indiscrezioni su un possibile rialzo dei tassi della Bank of Japan già a settembre. Tra le materie prime, il Brent è salito dell’1,45% a 88,33 dollari al barile, il greggio USA a 82,27 dollari e l’oro spot dello 0,69% a 4.380,03 dollari l’oncia.