Geopolitics

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Solo in primo piano
22h fa
Ray Dalio paragona lo stallo su Hormuz del 2026 a Suez e avverte che potrebbe segnare l’inizio del declino dell’impero Usa
Ray Dalio ha paragonato il confronto del 2026 tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz alla crisi di Suez del 1956, descrivendolo come un punto di svolta per il primato finanziario e geopolitico americano. Nel testo vengono citati un debito nazionale statunitense superiore a $39 trillion e una quota del dollaro nelle riserve globali scesa al 56.9%, il livello più basso dal 1995. L’analisi sostiene che la combinazione tra pressione sul “petrodollar” e vincoli politici interni potrebbe limitare la capacità di Washington di sostenere un conflitto prolungato.
22h fa
1g fa
I prezzi della benzina calano da sei settimane, ma il 4 luglio la media USA resta a $3.75 al gallone
L’articolo osserva che i prezzi della benzina sono in calo da sei settimane, ma per il 4 luglio la media nazionale negli Stati Uniti resta a $3.75 al gallone, il secondo livello più alto di sempre. Nello stesso periodo, il Brent è risalito da $72 a $75 al barile, sostenuto dal cauto ripristino dei traffici nello Stretto di Hormuz e dall’aumento delle esportazioni di Arabia Saudita e Iraq. Nonostante l’allentamento dei rischi geopolitici, i prezzi al dettaglio della benzina non sono scesi con la stessa velocità per l’effetto di ritardo e per l’incertezza legata alle spedizioni. La benzina risulta ancora più cara di 65 centesimi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
1g fa
1g fa
La Russia esporta petrolio ma affronta carenze di carburante e rincari record della benzina
La Russia sta affrontando una carenza di carburanti dopo massicci attacchi di droni ucraini che hanno danneggiato infrastrutture di raffinazione in aree chiave, inclusa Mosca. A metà giugno la produzione di benzina è scesa del 25% su base annua e quella di diesel del 15%, spingendo diverse regioni a introdurre razionamenti. Nell’ultima settimana di giugno il prezzo medio della benzina ha raggiunto 71.20 rubli al litro, con il maggiore aumento settimanale degli ultimi 20 anni. Anche la disponibilità di carburante per l’aviazione si è ridotta e in alcuni aeroporti i prezzi sono balzati del 64%.
1g fa
1g fa
Accordo di pace con l’Iran non risolve il dilemma della Fed sull’inflazione
Un’intesa quadro di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran ha riaperto le rotte nel Golfo e riportato il greggio ai livelli precedenti al conflitto di febbraio, cancellando in quattro mesi un rialzo vicino al 70%. Tuttavia l’inflazione core PCE è attesa al 3,4% e l’economia resta sostenuta anche dalla corsa agli investimenti in AI, lasciando invariata l’idea di un ciclo dei tassi più alto. I mercati continuano infatti a prezzare quasi due rialzi nei prossimi 12 mesi. Nel frattempo, l’S&P 500 prosegue la sua corsa trainata dall’AI, mostrando un legame sempre più debole con le oscillazioni dell’energia.
1g fa
2g fa
Le azioni indiane attese in rialzo dopo il calo del petrolio ai livelli pre-guerra con l’Iran
Un’intesa di pace iniziale tra Stati Uniti e Iran ha favorito l’uscita delle petroliere rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz, spingendo il Brent a scendere dell’1,8% a 72,4 dollari al barile, sui livelli precedenti alla guerra con l’Iran. Per l’India, terzo importatore globale di petrolio, il calo del greggio migliora le prospettive su inflazione e crescita. I future su GIFT Nifty sono saliti, segnalando un’apertura in rialzo per il Nifty 50. In Asia, i listini hanno guadagnato l’1,3% e la forza dei titoli dei chip ha sostenuto l’appetito per il rischio.
2g fa
2g fa
Trump denuncia un presunto “caro prezzi” alla pompa, ma gli esperti spiegano che la benzina scende con ritardo
Dopo un accordo temporaneo tra Stati Uniti e Iran e la graduale ripresa della navigazione nello Stretto di Hormuz, il WTI è sceso del 27% nell’ultimo mese a 70.45 dollari al barile, mentre la benzina al dettaglio è calata del 13% a 3.93 dollari al gallone, restando però del 32% sopra i livelli prebellici. Secondo gli esperti, il calo del petrolio impiega da settimane a mesi per trasferirsi ai prezzi alla pompa. Scorte nelle raffinerie, logistica e il passaggio ai carburanti estivi limitano una discesa rapida dei prezzi per i consumatori. L’articolo cita Crude Oil, Brent e Gasoline e non tratta azioni, indici o forex.
2g fa
2g fa
S&P 500 rimbalza mentre il petrolio WTI scende a 70,64 dollari al barile
Stati Uniti e Iran hanno concordato una tabella di marcia per un cessate il fuoco di 60 giorni, mantenendo aperto lo Stretto di Hormuz, mentre il Dipartimento del Tesoro Usa ha autorizzato vendite temporanee di petrolio iraniano. Il WTI è sceso del 3,5% a 70,64 dollari al barile, con un passaggio sotto quota 70 in intraday, e il Brent ha perso il 3,8% a 74,13 dollari, tornando sui livelli prebellici. Anche l’oro è crollato del 2,6% a 4.003 dollari l’oncia e registra un calo mensile dell’11,5%, il peggior mese dal 2008. La rapida distensione geopolitica ha innescato una rivalutazione immediata dei prezzi di energia e metalli preziosi.
2g fa
2g fa
Trump accusa le compagnie petrolifere di “speculare” sui prezzi della benzina e chiede un’indagine del DOJ
Donald Trump ha accusato le grandi compagnie petrolifere di non ridurre i prezzi alla pompa nonostante il calo dei costi del greggio, definendo la situazione una “speculazione” e ordinando al Dipartimento di Giustizia di avviare subito un’indagine. Nel frattempo, il traffico nello Stretto di Hormuz resta solo una minima frazione dei livelli prebellici, con circa un quinto del trasporto mondiale di petrolio ancora compromesso. Negli Stati Uniti il greggio è ancora circa il 25% sopra i livelli di inizio anno, mentre il prezzo medio della benzina è a 3,92 dollari al gallone, in aumento del 21,7% rispetto a un anno fa. Sullo sfondo, la combinazione tra conflitto geopolitico e intensificazione dell’intervento politico continua a mettere sotto pressione la stabilità dell’offerta energetica.
2g fa
2g fa
L’S&P/TSX arretra di 148,11 punti mentre il greggio scende sotto US$70 al barile
L’indice S&P/TSX Composite del Canada ha aperto in calo di 148,11 punti a 34.779,27, penalizzato dalla brusca discesa del petrolio. Il contratto di agosto sul greggio è sceso di US$3,46 a US$69,75 al barile. Il calo è arrivato dopo progressi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran su una fine permanente della guerra e con un aumento delle navi in transito nello Stretto di Hormuz, che ha attenuato i timori di interruzioni dell’offerta. Energia e metalli di base hanno sofferto, mentre oro e i tre principali indici azionari statunitensi sono saliti, segnalando una rotazione verso gli asset rischiosi.
2g fa
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Bessent: pressione in quattro fasi per portare l’Iran al tavolo; su Polymarket Hormuz al 44% entro il 31 luglio
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha attribuito a una campagna di pressione in quattro fasi il ritorno dell’Iran al tavolo negoziale sul programma nucleare, includendo anche un blocco navale e incentivi offerti da Washington. Il presidente Donald Trump ha riferito che Teheran avrebbe garantito l’assenza di pedaggi o altri costi per le navi in transito nello Stretto di Hormuz, avvertendo che i colloqui si chiuderebbero subito se l’informazione fosse falsa. Su Polymarket la probabilità che il traffico nello Stretto torni ai livelli pre-interruzione entro il 31 luglio è stimata intorno al 44%, mentre il contratto al 31 dicembre indica l’86%. Sul fronte mercato, Brent è sceso sotto $75 al barile e la IEA stima che gli Emirati Arabi Uniti stiano esportando a quasi l’85% dei livelli prebellici.
2g fa