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Solo in primo piano
14h fa
Il dollaro arretra per la seconda seduta dopo dati USA e calo del petrolio del 4%
Il dollaro è sceso per la seconda sessione consecutiva venerdì, dopo che alcuni dati economici e il calo dei prezzi del petrolio hanno attenuato le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. Un indicatore chiave dell’inflazione USA in linea con le previsioni e la discesa del petrolio del 4% hanno ridotto leggermente le scommesse del mercato su un aumento dei tassi quest’anno, stimato intorno a 25 punti base. La correzione arriva dopo tre giorni di rialzo innescati dai commenti restrittivi del nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh. Il dollaro ha comunque mostrato tenuta e si mantiene tra i protagonisti della settimana.
14h fa
2g fa
La rupia indiana rimbalza dal minimo intraday grazie al sostegno della RBI
La rupia indiana è rimbalzata leggermente mercoledì dopo aver toccato un minimo intraday, chiudendo a 94.66 per dollaro. Banche statali sono intervenute sul mercato, probabilmente per conto della Reserve Bank of India (RBI), per contenere ulteriori pressioni al ribasso. L’indebolimento è stato attribuito al rafforzamento del dollar index (DXY), salito a un massimo di 13 mesi sulla scia di aspettative di un rialzo dei tassi della Federal Reserve statunitense entro l’anno.
2g fa
2g fa
Il dollaro tocca un massimo a 13 mesi: DXY a 101,71 tra scommesse su rialzi dei tassi e vendite in Borsa
L’indice del dollaro (DXY) è salito a 101,71, segnando un massimo a 13 mesi. Il mercato ha aumentato le attese di un rialzo dei tassi della Fed: la probabilità per la riunione di luglio è passata dal 9% di una settimana fa al 35%, mentre per settembre è salita oltre il 70%. Le vendite su tecnologia e semiconduttori, insieme allo stallo nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, hanno rafforzato la domanda di beni rifugio. Euro, sterlina, dollaro australiano e yen si sono indeboliti in modo marcato, con lo yen a 161,66 vicino ai minimi dal 1986.
2g fa
6-24
Il dollaro tocca un massimo a 13 mesi con le scommesse sui rialzi Fed e il sell-off azionario
Mercoledì l’indice del dollaro (DXY) è salito a 101,44, il livello più alto degli ultimi 13 mesi dal 13 maggio 2025. A sostenere la valuta sono stati gli acquisti difensivi innescati dal forte calo globale dei titoli tecnologici e le aspettative di rialzi dei tassi della Fed. Il mercato prezza una probabilità del 37% di un aumento a luglio e del 70% a settembre. Lo yen è sceso a 161,57, l’euro a 1,1375 e anche sterlina e dollaro neozelandese hanno mostrato debolezza, mentre gli avvertimenti verbali dei funzionari giapponesi non hanno arginato la pressione sulla valuta.
6-24
6-21
Il ringgit atteso più debole sul dollaro, in area RM4.13–RM4.15 questa settimana
Il ringgit della Malesia dovrebbe restare sotto pressione questa settimana, con un cambio contro il dollaro USA stimato nell’intervallo RM4.13–RM4.15. Il mercato continua a scontare un possibile rialzo dei tassi della Federal Reserve di 25basispoint entro fine anno, fattore che sostiene il biglietto verde e pesa sulle valute regionali. La scorsa settimana il ringgit è sceso da 4.0555/0600 a 4.1340/1395 e si è indebolito anche contro sterlina, yen, euro e le principali valute dell’ASEAN.
6-21
6-20
Il dollaro si rafforza mentre l’accordo di pace USA-Iran resta incerto; lo yen si avvicina ai minimi da 40 anni
Il dollaro è salito a 161,3 yen, avvicinandosi al massimo di 40 anni di 161,96, mentre il mercato segue da vicino un’eventuale intervento delle autorità giapponesi. Le nuove proiezioni della Fed indicano che 9 membri prevedono un rialzo dei tassi entro fine anno e, con la bassa liquidità della finestra festiva, aumentano le pressioni al ribasso sullo yen. La Bank of Japan ha alzato i tassi questa settimana ai massimi da 31 anni, ma restano comunque molto inferiori a quelli globali e il differenziale sostiene il biglietto verde.
6-20
6-20
La rupia indiana chiude in rialzo per la seconda seduta a 94,33 grazie alle speranze di un accordo commerciale
La rupia indiana ha esteso i guadagni per la seconda seduta consecutiva e venerdì ha chiuso a 94,33, sostenuta dall’ottimismo su un possibile accelerazione dei negoziati per un accordo commerciale interim tra India e Stati Uniti. Il Brent è sceso dello 0,65% a 79,33 dollari al barile, mentre l’indice del dollaro ha ceduto lo 0,08% a 100,76. Nonostante il forte calo delle Borse, gli investitori istituzionali esteri hanno registrato acquisti netti per 4.859,07 crore di rupie in azioni indiane. Il segretario agli Esteri indiano Vikram Misri ha inoltre dichiarato che il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer visiterà l’India la prossima settimana per portare avanti i colloqui.
6-20
6-20
Il dollaro canadese scivola verso quota 70 centesimi USA dopo il rafforzamento del biglietto verde
Il dollaro canadese è sceso venerdì a 70.56 centesimi USA, toccando il livello più basso da circa un anno. Il mercato ha rivisto al rialzo le attese sui tassi dopo la riunione FOMC di giugno, arrivando a prezzare una probabilità dell’88% di un rialzo a settembre, spingendo il Dollar Index a +1.3% nella settimana. La divergenza con la Bank of Canada, che ha mantenuto il tasso al 2.25% per cinque decisioni consecutive, ha ampliato il differenziale di rendimento tra Canada e Stati Uniti. Il movimento si riflette nel DXY, che mostra un chiaro impulso rialzista di breve periodo.
6-20
6-19
La rupia registra il miglior rialzo settimanale dal 3 aprile: afflussi sui bond e petrolio più debole la sostengono
La rupia indiana ha guadagnato lo 0,83% nella settimana, segnando la migliore performance dal 3 aprile e il miglior risultato delle ultime 11 settimane. Il sostegno è arrivato dalle misure recenti della RBI per attirare depositi in dollari e ridurre i costi di copertura, insieme ai continui afflussi esteri nei titoli di Stato indiani e al calo del Brent che ha attenuato le pressioni inflazionistiche da importazione. Venerdì la valuta ha subito una lieve pressione per il rafforzamento del dollaro e l’incertezza legata ai colloqui in Medio Oriente, ma il bilancio settimanale è rimasto nettamente positivo.
6-19
6-19
Dopo il messaggio hawkish della Fed, i trader puntano su un rialzo del dollaro USA
Il segnale hawkish della Federal Reserve ha rafforzato le aspettative di tassi d’interesse USA più elevati. Gli hedge fund hanno aumentato rapidamente le scommesse in opzioni su un rafforzamento del dollaro contro sterlina ed euro, con un rapporto di volumi call/put su USD/GBP superiore a 5:1 e con le call di grande taglio (≥2 miliardi di euro) su USD/EUR ai massimi da marzo. Sullo yen, il posizionamento resta più bilanciato per i timori di un intervento della Bank of Japan.
6-19