Oro e argento sotto esame, tra forza del dollaro e crisi Iran-USA nella settimana del 28 giugno
Riepilogo di mercato AI
Oro e argento iniziano la settimana con slancio ribassista, poiché un dollaro USA forte e rendimenti dei Treasury più elevati pesano sui metalli preziosi, mentre un brusco arretramento del greggio attenua la domanda di copertura contro l'inflazione. I mercati stanno ricalibrando il percorso della Fed dopo un PCE USA più debole, con i prossimi dati su buste paga USA, PMI e inflazione dell'Eurozona che probabilmente guideranno la volatilità di USD e tassi. L'escalation tra USA e Iran aggiunge rischio evento ma non ha compensato i venti contrari macroeconomici.
Livello dell'impatto
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Il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran e la marcata escalation del conflitto militare hanno spinto i mercati a riconsiderare il percorso della politica della Federal Reserve, mentre l’inflazione PCE USA rallenta e sono attesi i dati sui nonfarm payrolls. Nell’ultima settimana l’oro ha perso il 2.06% e l’argento il 6.4%, con i future sull’oro Comex in calo del 3.5% a 4096 dollari l’oncia. Il petrolio ha registrato una correzione di quasi il 10% nel corso della settimana, attenuando i timori sull’inflazione e indebolendo il doppio ruolo dell’oro come bene rifugio e copertura dall’aumento dei prezzi.