L’oro arretra dai massimi di due settimane con il dollaro in rialzo; attesi i verbali della Fed

Riepilogo di mercato AI
L'oro ha ritracciato dai massimi di due settimane poiché un dollaro USA più forte ha esercitato pressione sul metallo, mentre dati sul mercato del lavoro statunitense più deboli hanno smorzato le aspettative di rialzo dei tassi della Fed nel breve termine e limitato il ribasso. L'attenzione ora si sposta ai verbali del FOMC di mercoledì per indicazioni incremental sulla traiettoria della politica; eventuali sorprese hawkish o dovish potrebbero rapidamente ricalibrare le ipotesi sui tassi reali e sul USD. Anche i metalli preziosi più ampiamente hanno mostrato un indebolimento, rafforzando un bias risk-off di breve periodo per il comparto.
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I prezzi dell’oro sono scesi lunedì dai massimi di due settimane, con lo spot in calo dello 0.3% a $4,163.64 l’oncia, mentre l’indice del dollaro è salito dello 0.1% e ha pesato sulle quotazioni. Dopo dati deboli sull’occupazione negli Stati Uniti a giugno, il mercato ha ridotto le attese di un rialzo dei tassi a settembre, con una probabilità stimata intorno al 57% secondo il CME FedWatch Tool. Gli investitori attendono i verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve, in pubblicazione mercoledì, per valutare il percorso della politica monetaria. Anche gli altri metalli preziosi hanno mostrato debolezza, con argento, platino e palladio in movimento misto.