Il Brent scende sotto i livelli pre-guerra Iran e perde oltre il 22% in un mese

Riepilogo di mercato AI
Il Brent è sceso a ~72,4 US$/bbl, in calo di oltre il 22% in un mese, annullando i guadagni legati al rischio di guerra mentre le spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz si normalizzano e aumentano le esportazioni dal Medio Oriente e dall\u0027Africa occidentale. Una deroga temporanea degli Stati Uniti per il greggio iraniano già caricato migliora ulteriormente le aspettative sull\u0027offerta, superando il supporto derivante dai cali delle scorte statunitensi. Il movimento mette sotto pressione il benchmark globale del greggio e può rapidamente trasmettersi agli asset legati all\u0027energia e ai mercati sensibili all\u0027inflazione.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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Giovedì il Brent è sceso a circa 72,4 dollari al barile, tornando sotto i livelli precedenti alla guerra con l’Iran e segnando un calo di oltre il 22% rispetto al picco di un mese fa. La flessione è legata all’allentamento dei rischi geopolitici, alla ripresa delle rotte attraverso lo Stretto di Hormuz e all’aumento delle esportazioni da Medio Oriente e Africa occidentale, oltre a una deroga temporanea degli Stati Uniti per l’acquisto di petrolio iraniano già caricato. Anche se le scorte di greggio negli USA sono scese al livello più basso dal 1984, le attese di maggiore offerta continuano a pesare sulle quotazioni. Il movimento incide direttamente sul principale riferimento di prezzo del mercato petrolifero internazionale.