Williams (Fed) accenna a un ultimo rialzo nel 2026, in contrasto con le attese dei trader
John Williams, presidente della Federal Reserve di New York, si attende un ultimo rialzo dei tassi entro la fine dell’anno, stando a un’intervista a Bloomberg News. Un ulteriore aumento può essere appropriato, ha spiegato, ma al momento non vede motivi per ipotizzarne altri nel 2027: quel percorso dipenderà dai dati in arrivo. Williams prevede un’inflazione complessiva vicina all’obiettivo del 2% nel 2027. I trader dei futures, invece, attribuiscono una probabilità del 93% a tassi che chiudono il 2027 almeno 50 punti base più in alto. Dal percorso dei tassi dipenderà quanta pressione continuerà a gravare sui mercati crypto.
Williams cita misure dell’inflazione di fondo già raffreddate: l’indicatore di trend della Fed di New York è intorno al 2,3% e il trimmed mean della Fed di Dallas su livelli analoghi. L’energia continua a spingere i prezzi quest’anno, ma nel 2027 potrebbe trasformarsi in una forza disinflazionistica. Il fattore che Williams osserva con maggiore attenzione è la domanda legata all’AI. Williams ricopre anche il ruolo di vicepresidente del Federal Open Market Committee.
Il mese scorso Williams aveva dichiarato che la Fed non aveva fretta di rialzare i tassi. Le probabilità di un rialzo a ottobre sono scese dal 70,9% al 47% nell’arco di una giornata. Tra i 18 funzionari che hanno fornito proiezioni sui tassi del 2027, otto ne attendono un altro oltre l’aumento di quest’anno. Beth Hammack, della Fed di Cleveland, e Lorie Logan, della Fed di Dallas, ritengono necessari più di un rialzo aggiuntivo. I dati CME FedWatch indicano ora una probabilità del 23,8% per un rialzo a ottobre. La prossima mossa è attesa per il 9 dicembre, con una probabilità dell’89,8%. Il tightening proseguirà ben dentro il 2027, con la maggior parte degli aumenti prezzati nel primo semestre. Secondo FedWatch l’esito più probabile è l’intervallo 4%-4,25% a gennaio (44,8%), 4,25%-4,5% a marzo (43,6%), 4,5%-4,75% a giugno (35,3%) e 4,5%-4,75% a dicembre (31,7%). Da giugno a fine anno l’intervallo più probabile resta 4,5%-4,75%, 75 punti base sopra il livello attuale. Un singolo rialzo da un quarto di punto che lasciasse i tassi al 4%-4,25% a fine 2027 ha una probabilità del 6,3%.
BeInCrypto Markets colloca Bitcoin a 83.453 dollari, in calo dello 0,18% nelle ultime 24 ore e circa il 34% sotto il massimo storico di 126.080 dollari toccato il 6 ottobre 2025. Tassi più elevati accrescono i rendimenti di liquidità e obbligazioni, sottraendo potenzialmente capitali a Bitcoin, che non paga interessi. Il percorso atteso dal mercato prolungherebbe la pressione sul bitcoin. Le aspettative di rialzo hanno già portato l’indice del dollaro USA ai massimi di 18 mesi. Il rendimento del Treasury decennale ha toccato il 5,35% l’8 ottobre, il livello più alto in 24 anni. Una pausa dopo un ultimo rialzo ridurrebbe prima il vantaggio di rendimento di liquidità e bond rispetto a Bitcoin. I soli movimenti dei tassi, però, non hanno determinato la direzione del bitcoin: dopo il rialzo di settembre è salito del 13%, con i fondi istituzionali tornati a comprare.
Williams non aveva un obiettivo preciso per il dato CPI di settembre; una lettura più bassa sarebbe preferibile. Un dato più morbido potrebbe ridurre le aspettative di rialzo e allentare la pressione sui mercati crypto. Il CPI è atteso mercoledì ed è l’ultima lettura sull’inflazione prima del 28 ottobre.