1g fa
I prezzi della benzina calano da sei settimane, ma il 4 luglio la media USA resta a $3.75 al gallone
L’articolo osserva che i prezzi della benzina sono in calo da sei settimane, ma per il 4 luglio la media nazionale negli Stati Uniti resta a $3.75 al gallone, il secondo livello più alto di sempre. Nello stesso periodo, il Brent è risalito da $72 a $75 al barile, sostenuto dal cauto ripristino dei traffici nello Stretto di Hormuz e dall’aumento delle esportazioni di Arabia Saudita e Iraq. Nonostante l’allentamento dei rischi geopolitici, i prezzi al dettaglio della benzina non sono scesi con la stessa velocità per l’effetto di ritardo e per l’incertezza legata alle spedizioni. La benzina risulta ancora più cara di 65 centesimi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
1g fa
2g fa
Noliere VLCC vicino a 470.000 dollari al giorno mentre le speranze su Hormuz scatenano la corsa alle petroliere
Dopo l’annuncio di un memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, importatori di petrolio stanno correndo a noleggiare navi per carichi dal Golfo Persico, scommettendo su una riapertura, seppur cauta, dello Stretto di Hormuz. I noli delle VLCC sono saliti da 106.000 dollari al giorno a quasi 470.000, con alcune tariffe Golfo Persico–India arrivate all’897% del benchmark di rotta. Raffinerie statali in Cina e India faticano a trovare superpetroliere a causa dei costi elevati e dell’assenza di garanzie sulla sicurezza del transito. L’aumento dei noli sta spingendo verso l’alto i costi di trasporto e i premi spot regionali, offrendo un sostegno di breve termine ai prezzi del greggio.
2g fa
6-22
Gli analisti avvertono: la domanda di petrolio della Cina potrebbe non tornare ai livelli precedenti
Diverse società di consulenza energetica prevedono una contrazione permanente della domanda cinese di greggio, con Rystad Energy che stima una perdita tra 200.000 e 600.000 barili al giorno ed Energy Aspects che indica una perdita strutturale di 300.000 barili al giorno. FGE NexantECA si attende nel trimestre in corso un calo delle importazioni fino a 3,3 milioni di barili al giorno, attribuendolo a minori tassi di lavorazione delle raffinerie, alla fine della fase di accumulo scorte e al divieto di esportazione di carburanti che ha aumentato l’offerta interna. L’articolo ricondice la distruzione di domanda a un cambiamento strutturale legato all’elettrificazione dei trasporti, non a fattori di breve periodo.
6-22
6-22
La corsa all’AI sposta il collo di bottiglia sull’elettricità: domanda dei data center +165% entro il 2030
L’espansione della potenza di calcolo per l’AI sta mettendo sotto pressione l’infrastruttura elettrica: la domanda globale di elettricità dei data center potrebbe aumentare fino al 165% entro il 2030 rispetto al 2023, mentre l’adeguamento delle reti procede più lentamente. Negli Stati Uniti, oltre il 70% delle richieste di connessione alla rete viene infine ritirato perché la rete non riesce ad assorbirle, secondo il Berkeley Lab. L’articolo sostiene che fornitori di hardware come NVIDIA, Broadcom e Wolfspeed potrebbero beneficiare della continuità della spesa in conto capitale per l’AI, e cita Bitzero (AIBZ) come esempio di come la scarsità di asset energetici stia influenzando le valutazioni.
6-22
6-21
L’Iraq manterrà la rotta petrolifera via Siria anche con la riapertura di Hormuz
L’Iraq ha annunciato che manterrà l’export di greggio attraverso il porto siriano mediterraneo di Baniyas anche se lo Stretto di Hormuz tornerà pienamente operativo, con un avvio stimato a circa 50.000 barili al giorno e la possibilità di un ampliamento. La scelta nasce dalle vulnerabilità emerse dopo la chiusura di Hormuz, che ha riacceso i timori sui rischi per la navigazione in Medio Oriente. Le tensioni sono state alimentate anche dal recente fallimento dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e dagli avvertimenti del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. La misura non implica un aumento diretto della produzione, ma evidenzia l’inaffidabilità dei corridoi chiave e sostiene il premio di rischio geopolitico nei prezzi del petrolio.
6-21
6-20
Tregua tra Israele e Hezbollah spinge il Brent sopra 80 dollari al barile
Israele e Hezbollah hanno concordato venerdì una tregua temporanea nel Libano meridionale, attenuando le pressioni dovute alla recente escalation del conflitto regionale. La pausa concede margine ai negoziati tra Washington e Teheran previsti nell’ambito di un quadro di 60 giorni, mentre il mercato ricalibra il rischio di offerta in Medio Oriente, secondo Oilprice.com. Il Brent è risalito dal minimo settimanale di 77 dollari al barile a oltre 80 dollari al barile. Restano però incognite: le parti della tregua non sono firmatarie dell’intesa USA-Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz, così come il ripristino dell’offerta, non è garantita.
6-20
6-19
La Libia richiama le major del petrolio con il primo round di licenze in 17 anni
La National Oil Corporation libica ha completato il primo round di gare 2025 per blocchi oil&gas, firmando accordi con Repsol, Eni e QatarEnergy, tra gli altri: è la prima grande tornata di licenze del Paese in 17 anni. La produzione è salita a 1,4 milioni di barili al giorno, massimo da dieci anni, con l’obiettivo di 1,6 milioni di barili al giorno entro fine anno. Italia, Grecia, Spagna e Turchia, oltre a Egitto, Tunisia e Nigeria, hanno di recente ampliato o riavviato gli acquisti di greggio libico. Nonostante la divisione politica tra est e ovest e i rischi legati alla gestione delle entrate, ad aprile un quadro di bilancio unificato ha consentito a entrambe le parti di condividere i proventi petroliferi, rafforzando nel breve la stabilità dell’offerta.
6-19
6-19
Riprendono i flussi di petrolio nello Stretto di Hormuz, ma assicuratori e armatori restano cauti
Stati Uniti e Iran hanno firmato un memorandum in 14 punti e Washington ha revocato il blocco navale nello Stretto di Hormuz, consentendo la ripresa dei transiti, inclusi superpetroliere saudite. Tuttavia, compagnie di navigazione e assicuratori non hanno ancora normalizzato le operazioni perché restano dubbi sulla sicurezza della rotta, mentre in Libano le ostilità non si sono fermate e Israele ha indicato che manterrà una zona di sicurezza nel sud del Paese. L’Iran avverte che la prosecuzione della presenza israeliana potrebbe annullare l’intesa. In parallelo, gli Stati Uniti stanno promuovendo un collegamento tra il giacimento venezuelano Loran e gli impianti LNG di Trinidad per rafforzare un corridoio di export di gas atlantico, con implicazioni per i premi di rischio su greggio, LNG e gas spot.
6-19