2g fa
Oro sotto i 4.000 dollari l’oncia a 3.999, argento in calo dell’1,77% a 57,06 dollari
Il 25 giugno l’oro sul COMEX è sceso a 3.999 dollari l’oncia, sotto la soglia chiave dei 4.000, mentre l’argento ha perso l’1,77% a 57,06 dollari l’oncia. Il calo è legato al rafforzamento del dollaro, con l’indice del biglietto verde ai massimi di 13 mesi, e all’aumento delle aspettative di ulteriori rialzi dei tassi della Fed, che aumentano il costo opportunità di detenere asset senza rendimento. Il mercato attende i prossimi dati USA, tra cui l’indice PCE e il PIL, per avere indicazioni sul percorso di politica monetaria.
2g fa
2g fa
IPO Waterways Leisure Tourism, al terzo giorno adesioni al 51% e GMP a ₹5
L’IPO da ₹585 crore di Waterways Leisure Tourism entra nel terzo giorno di sottoscrizione con un’adesione complessiva al 51% a fine Day 2, sostenuta soprattutto dal retail. La quota retail risulta sottoscritta 2,34 volte, mentre la componente NII è al 32% e quella QIB non ha raccolto offerte. Sul mercato grigio il premio (GMP) è a ₹5, pari a un potenziale guadagno in quotazione di circa lo 0,6% sulla parte alta della forchetta di prezzo.
2g fa
6-23
Hindustan Zinc cede il 5% con l’argento in calo e il dollaro USA più forte
Il 23 giugno l’argento spot è sceso del 2,4% a 64,01 dollari l’oncia, con una correzione complessiva vicina al 50% rispetto ai massimi precedenti. Il calo è stato favorito dal rafforzarsi delle attese di un rialzo dei tassi da parte della Fed e dall’allentamento delle tensioni geopolitiche, che ha ridotto la domanda di beni rifugio. Nel frattempo il Bloomberg Dollar Spot Index è salito dello 0,2% e ha superato quota 101, aumentando la pressione sui metalli denominati in dollari. Nella stessa seduta Hindustan Zinc, l’unico titolo “pure play” sull’argento quotato in India, è scesa del 5%: l’argento pesa per il 45–50% dell’EBIT e rende il titolo particolarmente sensibile alle variazioni del prezzo del metallo.
6-23
6-23
Le borse asiatiche aprono in calo mentre il Brent supera i 78 dollari al barile
Gli Stati Uniti hanno rilasciato all’Iran una licenza di 60 giorni per esportare petrolio, consentendo la vendita di greggio sui mercati internazionali e offrendo a Teheran un cuscinetto economico. I colloqui sul nucleare tra Washington e Teheran hanno registrato alcuni progressi, ma restano divergenze pubbliche sulle condizioni di verifica. Il Brent è salito leggermente sopra i 78 dollari al barile, mentre l’indice MSCI Asia-Pacific in avvio ha perso lo 0,2% e anche i future sull’S&P 500 sono scesi. La dinamica è legata a sviluppi geopolitici che incidono sulle attese di offerta energetica e sul sentiment di rischio, senza però configurare un’interruzione delle forniture o un inasprimento delle sanzioni.
6-23
6-23
SpaceX debutta nel mercato obbligazionario e segnala liquidità per 100,8 miliardi di dollari
SpaceX ha collocato per la prima volta obbligazioni per finanziare l’espansione nell’infrastruttura AI e lo sviluppo del razzo Starship, dopo l’IPO. La società ha inoltre reso noto un accordo con Reflection AI fino a 6,3 miliardi di dollari per capacità di calcolo GPU legata ai chip Nvidia GB300. Dopo la quotazione, la liquidità avrebbe superato 100,8 miliardi di dollari, ma la perdita netta si è ampliata e il titolo ha registrato tre sedute consecutive in calo nella prima settimana sul Nasdaq. L’operazione non cambia la guidance di breve periodo né i tempi di consegna di NVIDIA, ma rafforza la tesi di domanda di lungo periodo per i chip AI.
6-23
6-22
Oro MCX sotto pressione, l’argento MCX sale grazie a nuovi acquisti
Il 22 giugno i futures sull’oro MCX con scadenza agosto sono scesi dell’1,41% a ₹1.47万/10克, rompendo il supporto chiave di ₹1.51万/10克 e indebolendo il quadro tecnico. I futures sull’argento MCX con scadenza luglio sono invece saliti dello 0,92% a ₹2.35万/千克, sostenuti da acquisti sui ribassi. Secondo gli analisti, il rialzo dei rendimenti dei Treasury e le attese di tassi elevati continuano a pesare sull’oro, mentre i segnali di progresso nei colloqui tra Iran e Stati Uniti hanno favorito un tentativo di stabilizzazione di breve durata. Se l’oro dovesse scendere sotto ₹1.46万/10克, potrebbe puntare a ₹1.40万/10克.
6-22
6-22
JPMorgan e Kotak alzano HPCL, BPCL e IOC a “Reduce” e fissano target a ₹400, ₹320 e ₹150
JPMorgan e Kotak hanno alzato i rating di HPCL, BPCL e IOC a “Reduce”, fissando i target price a ₹400, ₹320 e ₹150. Il cambiamento riflette un calo di oltre il 30% del prezzo del greggio rispetto ai massimi precedenti, che ha favorito il rimbalzo dei margini integrati di raffinazione e marketing oltre i livelli prebellici. Le due case si aspettano che le società non registrino perdite nel FY27 e vedono utili solidi nel FY28–29. Entrambe sottolineano che si tratta di titoli tattici nel breve, con performance fortemente legata a un ulteriore calo del petrolio.
6-22
6-22
Oro in lieve calo sul COMEX a 4224,20 dollari l’oncia, argento in rialzo a 66,625
Il 22 giugno l’oro sul COMEX è sceso dello 0,51% a 4224,20 dollari l’oncia, mentre l’argento è salito dello 0,46% a 66,625 dollari l’oncia. Il sentiment è migliorato dopo che l’Iran ha parlato di progressi nei colloqui quadrilaterali con gli Stati Uniti in Svizzera, contribuendo ad attenuare le tensioni geopolitiche, e i futures sul Brent hanno perso lo 0,5%. Alcuni esponenti della Fed hanno lasciato intendere che i tassi potrebbero restare elevati fino alla fine del 2026, ma l’allentamento delle tensioni ha indebolito gli acquisti di oro come bene rifugio. La domanda fisica in India è rimasta debole, in Cina il premio sull’oro è passato a sconto e le esportazioni d’oro svizzere di maggio sono scese del 9% su base mensile.
6-22
6-22
Borse asiatiche in rialzo mentre i future USA arretrano e il Brent supera 81,50 dollari dopo nuove minacce di Trump all’Iran
Le rinnovate minacce del presidente statunitense Donald Trump di colpire l’Iran hanno riacceso i timori di un’escalation in Medio Oriente, sostenendo il petrolio. Il Brent è salito di oltre l’1% a circa 81,50 dollari al barile, mentre l’oro è rimasto stabile dopo aver chiuso una terza settimana consecutiva di cali. In Asia i listini hanno guadagnato terreno, con il Nikkei 225 in rialzo di quasi l’1,5%, mentre i future azionari USA hanno mostrato debolezza.
6-22