16h fa
Il dollaro arretra per la seconda seduta dopo dati USA e calo del petrolio del 4%
Il dollaro è sceso per la seconda sessione consecutiva venerdì, dopo che alcuni dati economici e il calo dei prezzi del petrolio hanno attenuato le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. Un indicatore chiave dell’inflazione USA in linea con le previsioni e la discesa del petrolio del 4% hanno ridotto leggermente le scommesse del mercato su un aumento dei tassi quest’anno, stimato intorno a 25 punti base. La correzione arriva dopo tre giorni di rialzo innescati dai commenti restrittivi del nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh. Il dollaro ha comunque mostrato tenuta e si mantiene tra i protagonisti della settimana.
16h fa
20h fa
Dollaro in calo sulle principali valute mentre il mercato riduce le scommesse su nuovi rialzi Fed
Il dollaro è sceso venerdì contro le principali valute dopo che gli investitori hanno ridimensionato le attese su ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. L’aggiustamento è stato influenzato da recenti dati economici e dal calo del prezzo del petrolio, che ha contribuito a una frenata delle aspettative di stretta. Nonostante la flessione nella seduta, il biglietto verde resta avviato al miglior risultato mensile da luglio 2025. L’inflazione è risultata in linea con le previsioni e la discesa dei costi energetici ha rallentato il percorso di rialzi della BCE, mentre la Fed è ancora vista orientata a procedere grazie alla tenuta dell’economia statunitense.
20h fa
22h fa
I flussi nei fondi azionari rallentano a $7.51 billion nella settimana al 24 giugno, pesano i timori sul debito tech
I fondi azionari globali hanno registrato afflussi netti di 75.1亿美元 la scorsa settimana, in netto calo rispetto al dato precedente. Negli Stati Uniti i fondi azionari hanno visto deflussi, mentre il comparto tecnologico ha segnato un deflusso netto settimanale di 178.3亿美元. Le preoccupazioni per l’eccessiva dipendenza delle società tech dall’espansione tramite debito, insieme a una posizione hawkish della Federal Reserve, hanno indebolito l’appetito per il rischio. I fondi obbligazionari hanno esteso a 12 settimane consecutive la serie di afflussi netti, mentre i fondi monetari hanno registrato il maggiore rimborso settimanale dal 4月15日.
22h fa
1g fa
Il Nasdaq arretra tra le vendite dei big tech dopo i nuovi dati macro Usa
Giovedì i dati sull’inflazione negli Stati Uniti sono saliti oltre il 4,0% per la prima volta in tre anni, rafforzando le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Fed. Il Nasdaq ha registrato un calo marcato, con Apple in flessione del 6,1% e debolezza diffusa tra Nvidia, Microsoft, Alphabet, Micron e Qualcomm. Il Dow Jones ha chiuso leggermente in rialzo, mentre l’S&P 500 è rimasto sostanzialmente invariato. Il quadro macro ha mostrato anche una revisione al rialzo del PIL e un calo inatteso delle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione.
1g fa
1g fa
I titoli tech in rialzo dopo le stime su 37 miliardi di ricavi legate alla domanda di infrastrutture AI
Micron e Qualcomm hanno diffuso indicazioni secondo cui la domanda di infrastrutture per l’AI resta sostenuta, stimando insieme ricavi per 37 miliardi di dollari e spingendo i futures sul Nasdaq a +2%. Il miglioramento del sentiment ha trainato anche i comparti tecnologici in Asia e in Europa. Nel quadro macro, il calo del prezzo del petrolio è citato come possibile fattore di attenuazione delle pressioni inflazionistiche, mentre restano sotto osservazione i dati sull’inflazione e la politica della Federal Reserve.
1g fa
2g fa
Azioni tech in rialzo dopo il balzo di Micron e Qualcomm, mercati asiatici in festa
Le azioni asiatiche sono salite con decisione dopo risultati solidi dei colossi dei chip Micron e Qualcomm, che hanno attenuato i timori di un rally dell’IA troppo surriscaldato. Micron ha annunciato impegni per chip di memoria per 22 miliardi di dollari, mentre Qualcomm ha previsto 15 miliardi di dollari di vendite dal business dei data center entro il 2029. In Asia, il Nikkei è salito di oltre il 2% e il KOSPI ha guadagnato il 5,5%, mentre l’MSCI Asia-Pacifico (escluso il Giappone) è avanzato dell’1,3%. I future sul Nasdaq sono balzati dell’1,8% e quelli sull’S&P 500 dello 0,5%; il calo del petrolio è legato all’allentamento delle tensioni geopolitiche e non ha un nesso causale diretto con il movimento dei titoli tecnologici.
2g fa
2g fa
Il dollaro balza ai massimi da 13 mesi tra fiducia sull’economia e attese di rialzo dei tassi Fed
L’indice del dollaro ha segnato un massimo a 13 mesi, sostenuto da una maggiore fiducia sulle prospettive economiche e dalle aspettative di un possibile rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. L’oro è sceso sotto i 4.000 dollari l’oncia, mentre il petrolio è salito a causa dei rischi di guerra legati all’Iran. Il testo cita la linea restrittiva del nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, in vista della pubblicazione di dati chiave sull’inflazione negli Stati Uniti, che alimentano scommesse su un ampliamento dei differenziali di rendimento.
2g fa
2g fa
Tecnologia in calo e titoli dei viaggi in rally in un mercato volatile
A Wall Street gli indici hanno chiuso in ordine sparso: Nasdaq e S&P 500 in ribasso e Dow in lieve rialzo. I tecnologici hanno continuato a soffrire per valutazioni elevate, mentre la flessione del petrolio ha favorito i titoli delle compagnie aeree. Il Nasdaq 100 ha cancellato oltre 1.000 miliardi di dollari di valore nella settimana, con l’attenzione rivolta alle possibili mosse della Fed a dicembre e al PCE in uscita il giorno successivo.
2g fa
2g fa
L’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’OPEC riduce la quota 2025 del cartello dal 35% al 31%
Gli Emirati Arabi Uniti sono usciti dall’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC), riducendo il peso del cartello nella produzione mondiale di greggio. Senza gli EAU, la quota OPEC stimata per il 2025 scende dal 35% al 31%, mentre quella del gruppo OPEC+ passa dal 46% a quasi il 42%, secondo la U.S. Energy Information Administration (EIA). Gli EAU, membri dal 1967 e storicamente tra i principali produttori, erano indicati come il Paese con la terza maggiore capacità dopo Arabia Saudita e Iraq. In un contesto di tensioni regionali e rischi sullo Stretto di Hormuz, solo Arabia Saudita ed EAU risultano in grado di deviare efficacemente le esportazioni.
2g fa